Nel mondo dei rebus

I rebus sono vignette in cui sono raffigurati diversi soggetti. Alcuni di questi soggetti sono contrassegnati con delle lettere («grafemi», in linguaggio tecnico) o con degli asterischi.

Per risolvere un rebus si procede alla semplice lettura, in rigorosa sequenza sinistra-destra, dei soggetti contrassegnati e delle eventuali relative lettere, che possono accompagnare il loro soggetto indifferentemente prima o dopo, ma che non possono assolutamente staccarsene. La sequenza così ottenuta, dopo una differente separazione tra le varie parole («cesura», in linguaggio tecnico), darà luogo ad una frase. La frase così ottenuta è la soluzione del rebus.

Esempio:

Rebus (4 7) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

In questo rebus è raffigurato un manifesto cinematografico che presenta l’attrice Argento, il cui nome è cancellato e contrassegnato con una C. Nel cielo volano alcuni uccelli: le lettere NOM contrassegnano due precise parti del corpo di uno di questi uccelli.

Per arrivare alla soluzione sarà quindi necessario identificare correttamente tutti i soggetti indicati. La C indica solo il nome dell’attrice, le NOM solo quelle parti del corpo dell’uccello in volo.

La lettura dei soggetti sarà dunque «C Asia; NOM ali». Questa sequenza di soggetti e relativi grafemi, prima della ricomposizione finale, si chiama «prima lettura» perché è quella immediatamente ricostruibile dalla semplice osservazione del rebus.

Accanto alla parola REBUS compare, tra parentesi, la dicitura «(4 7)». Questa dicitura si chiama «diagramma» e suggerisce al solutore il numero complessivo di parole della soluzione e la lunghezza di ciascuna di esse, nell’ordine.

In base a questo diagramma, le lettere della sequenza della prima lettura dovranno essere raggruppate diversamente, a formare una frase – di senso compiuto – di due parole, la prima di quattro e la seconda di sette lettere. Si otterrà perciò

C Asia; NOM ali = Casi anomali.

«Casi anomali» è la soluzione del rebus.

ATTENZIONE: la soluzione di tutti i rebus pubblicati da AEnigmatica.it deve essere costituita DALLA SOLA FRASE FINALE. Aggiungere la prima lettura equivale ad inviare una soluzione errata.

Se anziché da lettere i soggetti sono contrassegnati da asterischi, la prima lettura del rebus è costituita dalla sola sequenza dei nomi dei soggetti, che potrà poi subire il diverso raggruppamento per arrivare alla soluzione.

Esempio:

Rebus (7 12) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

In questa vignetta, ambientata in Africa, osserviamo due persone, che indossano vesti da sacerdote e calzano caschi coloniali: entrambi hanno in mano alcuni solidi geometrici. La vignetta non è accompagnata da grafemi.

Si potrebbero identificare i soggetti come «Missionari con solidi», ma la cesura darebbe luogo alla frase «Mission ariconsolidi», del tutto priva di senso. Occorrerà dunque modificare lievemente l’esposizione della prima lettura, invertendone i termini. La cosa è lecita finché le due caratteristiche appartengono allo stesso soggetto: se nel rebus vi sono più soggetti diversi, in nessun caso un soggetto potrà essere indicato in prima lettura dopo un altro che si trova più a destra.

La prima lettura di questo rebus è quindi «Con solidi missionari»; la diversa cesura darà luogo alla soluzione «Consoli dimissionari».

Nei casi visti finora, i soggetti compaiono, in prima lettura, con la loro semplice descrizione: il nome proprio dell’attrice, le ali, i missionari con i solidi. In moltissimi casi, però, la semplice descrizione del soggetto non basta. Se il soggetto è raffigurato in movimento, per esempio, potrà essere essenziale specificare in che tipo di azione è coinvolto.

Esempio:

Rebus (4 2 7 8) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

Questo rebus presenta ben quattro soggetti ed i relativi grafemi. Alcuni di questi soggetti (i dadi da gioco contrassegnati da O e da R) sono chiaramente in movimento, dal momento che sono raffigurati mentre cadono da un contenitore in un altro.

Tenendo presente che la sequenza della prima lettura deve seguire scrupolosamente l’ordine, da sinistra a destra, dei soggetti (l’ordine è dato dalla posizione del contrassegno relativo, sia esso asterisco o grafema) si otterrà un abbozzo di prima lettura dalla descrizione della scena:

I dadi O ed R cadono, dal bussolotto LI, nel vaso RI.

La prima lettura corretta è «O,R dadi van da LI in vaso RI» che genera la soluzione «Orda di vandali invasori».

È interessante notare che mentre per i dadi è necessario descrivere anche il movimento in cui sono coinvolti, il bussolotto che li conteneva è descritto esclusivamente dai grafemi che lo contrassegnano. Un soggetto, infatti, può comparire nella prima lettura anche solo per mezzo dei suoi grafemi.

Ancora, in alcuni rebus si presentano più soggetti simili, non tutti contrassegnati: in questo caso sarà essenziale il confronto tra il soggetto con il contrassegno e quello senza, perché molto probabilmente la descrizione della differenza comparirà nella prima lettura.

Esempio:

Rebus (11 5) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

La scena rappresenta una sala di ristorante. Dalle vetrate si vede la luna, per cui gli avventori stanno consumando il pasto serale. Il soggetto S, unico in tutta la sala, calza un copricapo indiano.

La prima lettura è quindi «Con turbante S cena» che origina la soluzione «Conturbante scena».

Rebus (6 8) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

Vediamo due ragazzi, ognuno dei quali tiene in mano una torcia. La torcia contrassegnata da AL, al contrario dell’altra, è accesa e funzionante.

Prima lettura: «AL luce fa; scia TO». Soluzione: «Alluce fasciato».

Le varietà di rebus

AEnigmatica.it propone ai suoi solutori numerosi tipi di rebus, oltre a quelli classici visti sinora. Sarà utile esaminare le diverse varietà di rebus.

Il rebus a domanda e risposta

Questo rebus è essenzialmente di impostazione classica. Tuttavia, per arrivare alla soluzione, nella prima lettura il solutore deve idealmente porsi una domanda e fornirne la risposta, fermo restando che sia l’una che l’altra devono essere relative alla scena descritta dal rebus.

Esempio:

Rebus a domanda e risposta (9 10) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

La massaia AV che vediamo in questa scena sta servendo nel piatto, senza ombra di dubbio, una pietanza appena preparata, il cui ingrediente principale è il «vialone» (se ne vede la scatola sul tavolo).

Prima lettura: «AV versa risotto M e S? Sì!» che dà la soluzione «Avversari sottomessi» (Notare come due grafemi su uno stesso soggetto si leggono insieme se uniti – come AV sulla massaia –, e intervallati da una «e» se sono separati – come M e S sul risotto).

Esistono alcune «varianti minori» del rebus a domanda e risposta. Si potranno infatti trovare «Rebus a domanda» in cui la scena raffigurata dalla vignetta pone al solutore un interrogativo senza risposta, o un «Rebus a domande e risposte» in cui il meccanismo di domanda e risposta viene applicato più volte, a più soggetti diversi, ecc.

Il rebus a rovescio

Un rebus a rovescio non presenta nessuna differenza rispetto ad un rebus classico, a parte il fatto che la prima lettura deve essere interamente «ribaltata» (letta, cioè, partendo dall’ultima lettera fino ad arrivare alla prima) per ottenere la soluzione.

Esempio:

Rebus a rovescio (4 2 6 6) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

Prima lettura: «Azza TS; asso RGI; diva N» che, rovesciata, dà la soluzione «Navi di grossa stazza».

L’anarebus

In questo rebus le lettere che descrivono i vari soggetti da individuare devono essere scombinate e ricombinate per ottenere la soluzione. Viene fornito al solutore lo schema in cui dovranno essere disposte le varie lettere dei soggetti.

Esempio:

Anarebus A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

Schema: «1 5 6 7 8 9 3 2   4 O 2 1 4 5   3 CC 4 1 2 5 3 6»

In questo rebus compaiono tre soggetti: il bersaglio O, l’alare da camino C, le catene C. Basterà seguire la numerazione dello schema per ricostruire la soluzione «Bagliore solare accecante».

Attenzione: gli anarebus pubblicati da AEnigmatica.it prevedono, per i sistemi compatibili, la compilazione automatica della soluzione. Nella pagina di pubblicazione compare una sequenza di caselle in cui inserire, una per casella, tutte le lettere dei vari soggetti. Per facilitare la compilazione automatica, la numerazione delle caselle non riprende dal numero 1 per ogni nuovo soggetto, ma è continuata e progressiva. Lo schema a video dell’anarebus qui sopra riportato come esempio sarà quindi
«1 5 6 7 8 9 3 2   4 O 11 10 13 14   12 CC 18 15 16 19 17 20»
e la soluzione sarà ovviamente la medesima.

Il rebus a scarto

In questo rebus i grafemi che accompagnano i soggetti sono lettere che fanno parte della descrizione dei soggetti stessi (per descrizione si può intendere, ricordiamo, sia il semplice nome, sia l’azione, sia il confronto con altro soggetto simile). Queste lettere dovranno essere tolte (scartate, appunto) dalle descrizioni dei soggetti, che così «alleggeriti» forniranno la soluzione.

Esempio:

Rebus a scarto (7 1 7) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

Nell’ordine, abbiamo dei piatti I che sono evidentemente più piccoli dell’altro raffigurato, degli ortaggi C e delle pentole di terracotta O.

Prima lettura: «Piattini; carote; olle». Da ognuno dei nomi di questa serie occorrerà togliere la lettera (o le lettere, nel caso) che lo contrassegna: saranno quindi da eliminare una I da «piattini», la C da «carote» e la O da «olle». L’incertezza su quale delle tre I sia da scartare da «piattini» può essere eliminata procedendo con la soluzione e verificando che l’unica lettura plausibile è «P(I)attini; (C)arote; (O)lle» che forma la soluzione «Pattini a rotelle».

Il rebus a cambio

In questo rebus i grafemi che accompagnano i soggetti sono lettere che dovranno sostituire alcune lettere delle descrizioni dei soggetti, per arrivare alla soluzione.

Esempio:

Rebus a cambio (3 3 5) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

Prima lettura: «Farina; caffè». Alla farina è associata la lettera U, ed al caffè la G. Saranno sufficienti pochi tentativi per giungere alla conclusione che la U dovrà inserirsi al posto della I di «farina», e la G al posto della C di «caffè». Si otterrà perciò la soluzione «Far una gaffe».

Il rebus a incastro

In questo rebus i grafemi dovranno essere inseriti all’interno delle descrizioni dei soggetti per arrivare alla soluzione.

Esempio:

Rebus a incastro (frase: 2 5) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

Una veduta di Castel Sant’Angelo: la vignetta raffigura quindi uno scorcio di Roma. Il grafema contrassegna il fiume.

Prima lettura: «Tevere». Anche in questo caso, è semplice constatare che la D dovrà inserirsi a formare la soluzione «Tè verde».

Il rebus a intarsio

In questo particolare rebus, i grafemi non si integrano alle descrizioni dei soggetti, ma sono semplicemente delle lettere disposte in ordine alfabetico. Le descrizioni dovranno essere spezzate in due o più parti, intercalandosi tra loro. Uno schema allegato al rebus consente al solutore di ricostruire l’esatta alternanza delle varie parti, basandosi sulle lettere di contrassegno.

Esempio:

Rebus a intarsio (aaaaaa aabacc bbbb ccccc) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

La lettera A indica dei dignitari cinesi, la B una valle, la C due tinozze per il bucato.

Prima lettura: «MANDARINI; valle; tinozze». Seguendo lo schema, le parole andranno spezzate e ricombinate a formare la soluzione «MANDAR INvIti alle nozze».

Il sandwich

In questo rebus non compaiono grafemi: i soggetti sono sempre indicati da asterischi. La soluzione si ottiene spezzando opportunamente la prima parola in due parti ed inframmezzandovi la successiva o le successive, in sequenza e senza spezzarle.

Esempio:

Sandwich (10 5 2 5) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

I soggetti contrassegnati con gli asterischi sono gli orli della tovaglia e della tenda, la sella della bicicletta, le donne in preghiera, i nodi, la nota «sol».

Prima lettura: «BORDI; sellino; pie; nodi; sol». La lettura in sequenza di tutti i soggetti successivi al primo suggerisce il punto in cui il primo dovrà essere spezzato in modo da «contenere» la sequenza successiva. Soluzione: BORsellino pieno di solDI».

La tallografia

In questo rebus viene descritto un solo soggetto, contrassegnato da un solo grafema. Il grafema è, anche in questo caso, una lettera che fa parte della descrizione del soggetto: questa lettera dovrà essere spostata in un’altra posizione rispetto a quella originaria, per ottenere la soluzione.

Esempio:

Tallografia (6 5) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

In questo recinto dello zoo osserviamo numerosi esemplari di un animale il cui nome scientifico è rangifer, come recita il cartello del recinto.

Prima lettura: «Tanti caribù». Il grafema è una T: la T che compare nella frase dovrà quindi essere spostata. La soluzione è «Antica Tribù».

La transgrafia

Si tratta di un altro gioco senza grafemi: i soggetti sono indicati solo da asterischi. Composta la prima lettura dalla sequenza dei soggetti, la soluzione si otterrà spostando la prima lettera in fondo alla sequenza e rovesciando la lettura dal fondo al capo.

Esempio:

Transgrafia (6 2 4 4 4) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

I soggetti contrassegnati dagli asterischi sono, nell’ordine: un pollo cotto (essenziale la differenza rispetto a quello, crudo, visibile sul tavolo), la cantante Fitzgerald, due altari antichi, un pacchetto di sale, delle rane.

Prima lettura: «Cotto; Ella; are; sale; rane». La soluzione si otterrà spostando la C di «cotto» in fondo alla sequenza, e rovesciando poi il tutto, fino ad ottenere «Cenare la sera alle otto».

Il rebus stereoscopico

Il rebus stereoscopico è formato da più di una vignetta, perché i soggetti della prima lettura, oltre ad essere descritti, devono essere collocati nel tempo. Nella prima lettura dei rebus stereoscopici, infatti, si fa sempre riferimento ad azioni, i cui verbi – a seconda della collocazione dei grafemi nelle vignette – possono essere indicati al passato o al futuro (o eccezionalmente al presente, con l’accortezza di specificare che adesso si svolge una data azione a differenza di quelle svolte in altri momenti temporali).

Alcuni esempi:

Rebus stereoscopico (7 9) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

Nella prima vignetta vediamo un boscaiolo che spacca un tronchetto. Nella seconda vignetta, infatti, il tronchetto è spaccato e il boscaiolo se ne va. L’azione importante «vera», che ha coinvolto tutti e due i soggetti, è quella della prima vignetta; i soggetti sono identificati nella seconda vignetta ad indicare che nella prima lettura si dovrà parlare di un’azione svoltasi nel passato.

Prima lettura: «S ciocco D e T tagliò». Soluzione: «Sciocco dettaglio».

Rebus stereoscopico (8 5 9) A scuola di enigmistica - La Settimana Enigmistica

In questo caso i vari soggetti sono identificati nella prima vignetta, a sottintendere che bisogna osservare quanto accadrà nel futuro (cioè nella seconda vignetta). Nella prima, infatti, non v’è nessuna interazione tra S e T, o tra M e NA; nella seconda, invece, S lavora con la pompa T e M regala la pianticella NA.

Prima lettura: «S T azionerà; darà M erica NA». Soluzione: «Stazione radar americana».

Dal momento che il rebus stereoscopico è essenzialmente un rebus di impostazione classica, può presentarsi anche caratterizzato da alcune delle varietà sopra esaminate. In particolare, sono piuttosto frequenti i rebus stereoscopici a rovescio ed i rebus stereoscopici a domanda e risposta.